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Il cambiamento: un inevitabile e prezioso compagno di vita!

Il cambiamento: un inevitabile e prezioso compagno di vita!

“Dottoressa, non ce la faccio più, è un periodo troppo pieno di cambiamenti, ho bisogno di stabilità!”: questo ciò che a volte mi sento dire dai pazienti. Altre, invece, la causa del disagio sembra collocarsi sulla polarità opposta: “Ho l’impressione che la mia vita sia estremamente prevedibile e monotona, mai un cambiamento, o almeno non nella direzione desiderata, più ci provo e più rimango fermo!”

Insomma, il cambiamento, croce e delizia, si pone come elemento spesso centrale delle nostre difficoltà e sofferenze, così come dei nostri desideri e possibilità di evoluzione. E’ infatti uno dei movimenti fondamentali della vita: ci attraversa, spesso senza chiedere permesso, e ci invita (a volte ci obbliga!) a riorganizzare significati, abitudini e priorità

Per comprendere, da un punto di vista teorico e psicologico, l’importanza che gioca questo processo nelle nostre vite, possiamo chiamare in causa la teoria dei sistemi aperti1: ogni organismo è mosso da due forze di segno opposto, una che lo spinge a preservare lo status quo per garantirsi stabilità e continuità, l’altra che lo muove verso il cambiamento, necessario per evolvere, adattarsi e crescere. È in questo equilibrio dinamico tra omeostasi e trasformazione che prende forma il nostro sviluppo personale. Detto in termini più semplici, per il benessere di ciascuno di noi è importante sia mantenere una certa stabilità (es: abitudini, relazioni affidabili, parametri fisiologici quali il peso corporeo) che introdurre, accogliere e integrare delle novità, siano esse desiderate e attivamente cercate o, al contrario, “subite” (es: cambi nello stato di salute, cambi lavorativi, nuove relazioni, attività, interessi, etc.). L’equilibrio migliore tra queste due dimensioni è estremamente personale e può variare a seconda della fase di vita: ci sono persone che sono più spostate sul bisogno di stabilità, fonte di sicurezza, e altre che, soffrendo quella che sentono come una certa “staticità”, sono invece alla continua ricerca del cambiamento, fonte di vitalità. 

I cambiamenti “inevitabili”

C’è da fare, però, una importante precisazione: non tutti i cambiamenti sono uguali.

 Alcuni cambiamenti sono in un certo senso inevitabili, o in quanto “fisiologici” (i cosiddetti eventi normativi, parte del ciclo di vita di ciascuno), o paranormativi (eventi non previsti e “subiti” dalla persona): l’adolescenza, la menopausa, l’uscita di casa dei figli, l’invecchiamento, il pensionamento, un lutto. In questi passaggi si muovono tante emozioni, spesso ambivalenti e intense: sollievo e malinconia, libertà e smarrimento. Ci si ritrova a dover ridefinire identità e ruoli, accettare limiti nuovi e scoprire risorse prima latenti. La domanda non è “se” cambieremo, ma “come” attraverseremo ciò che, inevitabilmente, cambia.

I cambiamenti come scelta

Altri cambiamenti, invece, richiedono un’attivazione consapevole e intenzionale. Sono scelte che orientano la vita verso forme di benessere più coerenti con i propri valori: prendersi cura della propria salute, investire in relazioni più soddisfacenti, ripensare un percorso professionale, modificare abitudini alimentari o stili di vita. Qui il cambiamento non “accade” soltanto, lo si coltiva attraverso il desiderio e l’azione.

Devo dire che, per quanto queste due tipologie di cambiamento portino con sè contenuti e scenari emotivi diversi tra loro, trovo affascinante e generativo il lavoro in entrambi i casi: aiutare la persona a scoprirsi nuova, eppur sempre se stessa, o forse ancor più se stessa.

Psicologia e cambiamento desiderato

Vediamo alcune delle aree in cui più spesso mi capita di accompagnare le persone nel cambiamento, quello attivamente cercato e desiderato:

  • Vita professionale

Complice il mercato del lavoro in crisi e un sempre più diffuso malessere organizzativo, accade spesso di vivere la dimensione lavorativa con insoddisfazione, stress cronico, mancanza di riconoscimento o disallineamento con i propri valori. E sappiamo quanto ciò possa impattare sulla qualità della vita di ciascuno. Ci si può allora iniziare a chiedere “potrei cambiare qualcosa? come? dove mi immagino se non qui? in quale altra posizione, ruolo o luogo? quali competenze mi mancano? quali, invece, i miei punti di forza? un cambiamento lavorativo cosa comporterebbe nella mia vita?” Tante le sfide: si ha a che fare con l’incertezza, si può provare paura di perdere delle sicurezze (economiche, di identità professionale), viene sollecitata l’autostima di fronte alle transizioni, la tolleranza alla frustrazione. In questi casi, aiuto la persona innanzitutto a riconoscere il bisogno e il desiderio da cui muove, a rimanervi in contatto anche quando le difese si alzano per bloccare il processo trasformativo. Questo lo si può fare, per esempio, attraverso esercizi di respirazione e visualizzazione, che portino l’attenzione poi al corpo, che incarna ogni nostra emozione, pensiero e desiderio. 

Ci si muove poi sulla sfera dei significati e, infine, dell’azione: quali i significati che la persona associa a quel particolare cambiamento? quali risorse (competenze, flessibilità cognitiva, denaro) può mettere in campo per passare all’azione attraverso una pianificazione realistica?

  • Vita affettiva e di coppia

Le relazioni sono in continua evoluzione e trasformazione, proprio come ciascuno di noi, si muovono in una danza costante tra bisogno di continuità/stabilità e trasformazione. Quando la spinta verso il cambiamento fa capolino all’interno di una relazione, la persona può avvertire forte il bisogno di riaprire il dialogo, ridefinire confini e aspettative, o talvolta separarsi. Il lavoro può essere di tipo individuale o di coppia a seconda delle situazioni e si muove, come nel caso precedente, sempre partendo dal riconoscimento dei bisogni in campo. Esplorando poi la dimensione del desiderio, i significati (che chiamano in gioco la storia sia personale che di coppia) e le risorse si può avviare un lavoro sulle aree problematiche portate: gestione dei conflitti, rinegoziazione delle intimità, paura della solitudine, bisogno di preservare e prendersi cura della propria autonomia, sostegno nella presa di decisioni, etc. 

Transitare a una fase nuova della relazione, anche qualora ciò significhi separarsi, può liberare energie nuove a lungo bloccate.

  • Stili di vita

A volte ci si accorge che una vita più piena, o libera da sintomi invalidanti, implica trasformare abitudini radicate, spesso legate a vissuti ed emozioni complesse come stress, vergogna o bisogno di controllo. In altre parole, il disagio portato, o alcune sintomatologie di tipo francamente clinico (come la depressione), si collegano o vengono rinforzati chiaramente da abitudini o scelte di vita poco salutari o disallineate con i valori in cui ci si riconosce. Fare un cambiamento in questi ambiti richiede di affrontare alcune sfide, tra cui la costanza nel tempo, la gestione delle ricadute, il confronto con modelli esterni o interni irrealistici, l’integrazione di nuove parti di sé. Dopo aver esplorato, come sempre, l’area del desiderio e dei significati, una risorsa fondamentale su cui lavoro inizialmente è l’auto-compassione: guardare con gentilezza alle proprie vulnerabilità, riconoscendone il ruolo protettivo, per poi muovere verso il cambiamento. 

Lo psicologo per il cambiamento

Come psicologa posso accompagnarti in questi processi offrendoti uno spazio sicuro di esplorazione e risignificazione. In concreto, aiutandoti a:

  • chiarire obiettivi e valori, distinguendo desideri autentici da pressioni esterne o da processi di idealizzazioni di sé;
  • prendere consapevolezza di limiti e risorse sia individuali che contestuali, ossia di ciò che può fungere da ostacolo o leva del cambiamento desiderato;
  • potenziare le risorse (autoefficacia, resilienza, flessibilità);
  • sostenere l’autoregolazione emotiva, riducendo ansia e auto-sabotaggio;
  • promuove una lettura sistemica delle relazioni e dei contesti, per andare verso trasformazioni più efficaci e sostenibili.

Il cambiamento, dunque, non è un nemico da evitare né un ideale da inseguire a ogni costo: è un compagno di viaggio, talvolta scomodo, talvolta generativo. Quando lo accogliamo con consapevolezza, rispetto dei nostri tempi e possibilità, può diventare la via maestra per abitare con maggiore pienezza chi siamo e chi stiamo diventando. In questo percorso, la psicoterapia può offrire una bussola, un sostegno, un contesto di sperimentazione e ridefinizione di sè.

Se sei in un momento in cui senti che la dimensione del cambiamento ti sta chiamando a una sfida trasformativa che da solo non riesci a navigare con sufficiente serenità e risorse, puoi contattarmi!

Mi trovi a Roma (in zona Conca d’Oro, Trastevere e Pigneto), oppure online.

  1. Ludwig von Bertalanffy, 1968 “General System Theory. Development, Applications“, George Braziller, New York, trad. it. “Teoria generale dei sistemi“, Oscar saggi Mondadori, 2004

    ↩︎
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